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XII Edizione Biennale Ozieri, i Cori di Uri e Loiri Trionfano all'unisono.


Menzioni della Giuria per Domenico Murrighile, Silvio Bossi e Paolo Appeddu

Gli Istentales incantano il pubblico, arrivano i Rappers e la Scuola di Ozieri

Era previsto un grande evento, e grande evento è stato.
Ha aperto il Coro Città di Ozieri guidato da Mario Coloru, ha chiuso un Supercoro di 150 elementi intonando "Non potho reposare", mettendo sul podio il maestro ospite Alessandro Catte di Nuoro ed emozionando il numerosissimo pubblico dell'Oriana Fallaci di Ozieri.
È questa l'istantanea della festa dei 25 anni del Premio Biennale Città di Ozieri per Cori Tradizionali Sardi.
Antonello Lai, l'ideatore , e Pinuccio Aini, il megapresidente, invitati sul palco da un ispirato Giuliano Marongiu, hanno ringraziato tutti quelli che, per ben cinque lustri, si sono impegnati a titolo di puro volontariato per ben dodici edizioni.
E, a titolo di genuino volontariato, sono intervenuti gli Istentales, parafrasando l'imperatore d'Austria, la stella più fulgida del firmamento etno-pop della Sardegna.
Gigi Sanna, incontenibile, ha lanciato un appello per la Lingua Sarda, potentemente veicolata proprio dal "Popolo della Musica"; un popolo che ha cantato, battuto le mani e riso di gusto ascoltando "Istentales", "Narali tue" e "Boboreddu", autobiografia sardonica dello stesso leader della Band.
La Biennale Ozieri ha consacrato per la prima volta il Coro di Uri, sapientemente istruito e guidato da uno dei più bravi maestri della Sardegna, Marco Lambroni, per l’inedito "Uri antigu" su testo di Salvatore Rizzu.
Ex aequo, la palma del vincitore è stata assegnata dalla Giuria, presieduta dal maestro Tonino Delitala, al Coro di Loiri formato e diretto dal pluripremiato Bernardo Deriu, imperniato sulla potente voce del "miglior solista" Domenico Murrighile, con "Cuccheddu a li vagghjani" (testo di Matteo Pirina).
Tanti i giovani tra i coristi e i maestri: per questo motivo sono state assegnate dalla Giuria due menzioni speciali. Il giovanissimo direttore del Coro di Ittireddu, Silvio Bossi, ha ricevuto quella per "la ricerca armonico-timbrico-agogica nel rispetto della tradizione" dell'inedito "S’antigu inzatteri de Ittireddu" su testo di Luigino Cherchi; la voce solista di Paolo Appeddu, del Coro "Antoninu Paba" di Giave, è stato premiato per la capacità di modulare la voce in modo originale ma rispettoso del canto tradizionale sardo.
Il "Santu Nigola" di Ozieri, magistralmente diretto da Gavino Lisai, si è visto riconoscere il grande valore di "Ajo a ballare", valida rivisitazione del ballo antico ozierese "S'addiadoi".

"Venticinque anni fa- ha dichiarato il coordinatore della Giuria, Antonio Deiara – sono stati chiamati giurati che non capivano niente di Musica Sarda ma erano grandissimi musicisti e docenti liberi da qualsiasi condizionamento.
Come diceva il maestro Giuseppe Sinopoli, fare un basso è come compilare le parole crociate; il canto polivocale della Sardegna si fonda sul tenore che si appoggia al baritono, al di là di qualsiasi partitura. Se i giovani parleranno la Lingua Sarda e faranno Musica Sarda, la Sardegna avrà un futuro."
Il giovane assessore alla Cultura Giuseppina Sanna ha portato il saluto dell'Amministrazione Comunale di Ozieri guidata dal sindaco Leonardo Ladu, Antonello Lai quello dell'assessore della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali della Sardegna, Sergio Milia.
Il futuro prevede la nuova Sezione "Rappers e Poeti Improvvisatori" e la "Scuola Internazionale per Armonizzatori e Direttori di Cori Tradizionali Sardi".

 




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